Insieme per la casa circondariale di Pontedecimo

Un service per offrire un aiuto concreto alle detenute

Il progetto “Insieme per la casa circondariale di Pontedecimo” è un service a favore delle donne detenute nel carcere di Genova Pontedecimo. Nella primavera del 2019 Luciana Nanni, Presidente dello Zonta Club di Savona, ci aveva informato che le donne detenute avevano bisogno di biancheria intima e generi per l’igiene personale non ricevendoli spesso né dai parenti né (difficile a credersi!) dal carcere. Il progetto si è concretizzato dopo il meeting di distretto a Plodviv nel settembre 2019 con la nostra adesione e quella degli Zonta Club di Alassio – Albenga, Finale Ligure, Portofino Tigullio Paradiso, Savona.

Nell’anno 2019/2020 sono stati inviati al carcere 14 scatoloni con i prodotti di cui sopra. Ogni Zonta Club ha scelto come contribuire: attraverso il coinvolgimento di ditte che hanno sponsorizzato il progetto e offerto materiale, doni delle socie e l’offerta di una somma dalla cassa del Club per acquistare quanto occorreva. Ovviamente la donazione è stata molto apprezzata e la Direzione del carcere ci ha inviato un ringraziamento ufficiale.

L’iniziativa è stata rinnovata anche nell’inverno 2020/2021 con l’adesione di altri Zonta Club fuori regione: Albenga – Alassio, Alessandria, Finale ligure, Genova Due, Genova Uno, Portofino Tigullio Paradiso, Savona. Sono stati consegnati 15 scatoloni con più di 250 capi di abbigliamento invernale (calze, canottiere di lana, completi mutandina e reggiseno, pantaloni di pile, giacche), prodotti per l’igiene personale e una somma per l’acquisto di particolari schede telefoniche, reperibili solo nel carcere, per permettere alle detenute di esercitare il loro diritto di telefonare al proprio avvocato e a un membro della famiglia.

La coordinatrice ha ricevuto queste parole di ringraziamento:

“I pacchi ricevuti sono stati apprezzatissimi. La psicologa e l'ispettrice li hanno distribuiti subito e hanno constatato che i prodotti erano di ottima qualità. Alcune giovani si sono sentite "eleganti" e hanno davvero manifestato sentimenti di gioia e gratitudine.”